Sostenibilità: una moda? Negli ultimi anni abbiamo sentito sempre più frequentemente questa parola, una parola di cui forse ci siamo quasi stancati per l’uso improprio e spropositato che ne è stato fatto, ma siamo sicuri di sapere cosa significa veramente?
Potremmo scommettere che la prima cosa a cui si pensa al sentire la parola sostenibilità sia l’immagine di un albero, o comunque un qualche elemento naturale, è per tutti così. Ma in realtà questo termine non è solo green, anche se le due parole vengono associate quasi sempre poiché, da un punto di vista comunicativo, il verde rimanda il nostro immaginario alla natura.
Eppure la sostenibilità non è solo questo, anzi, è molto di più. Il concetto di sostenibilità, in realtà, si applica a qualsiasi ambito in campo di business e ad ogni aspetto della nostra vita quotidiana, anche se non ce ne rendiamo conto.
I principi della sostenibilità
I principi della sostenibilità si fondano su 3 pilastri o 3 P in inglese: Ambiente | Planet, Persone | People, Profitto | Profit. Qualsiasi cosa – che sia un’azienda, un progetto di business, e perfino una nostra decisione personale – si può dire sostenibile nel momento in cui prende in considerazione tutti e tre questi ambiti senza intaccarli negativamente, ossia trovando e creando valore per ognuno dei tre pilastri, il che, come è possibile immaginare, è più facile a dirsi che a farsi.
È però importante parlarne correttamente, diffondere una cultura di sostenibilità coerente e vedere più nel dettaglio le tre dimensioni.
Ambiente | Planet
Qui non bisogna solo immaginare piante e animali, o meglio, l’Ambiente è anche questo, ma va visto in un’ottica di biodiversità. Questo perché la natura è data da un delicato bilanciamento tra diverse sfere (o confini), tra loro relazionate e interdipendenti. Ciò significa che se agiamo contro una sfera non intacchiamo solo quella, ma a livello diretto o indiretto anche le altre.
Per la precisione si tratta di 9 confini planetari, identificati dallo Stockholm Resilience Centre che sono:
- cambiamento climatico,
- integrità della biosfera,
- cambiamento dell’uso del suolo,
- utilizzo di acqua dolce,
- flussi biogeochimici,
- acidificazione degli oceani,
- inquinamento,
- atmosferico da aerosol,
- riduzione dello strato di ozono,
- rilascio di nuove sostanze chimiche.
6 di questi nuovi confini sono già stati superati e non possiamo conoscere con precisione cosa comporti questo e se c’è possibilità di tornare indietro.
Persone | People
A questo proposito è interessante pensare alla diversità di persone, culture, stili di vita e soprattutto privilegi che coesistono in questo mondo. La sostenibilità sociale prende sfumature diverse a seconda del Paese in cui ci troviamo. Facciamo un esempio: per noi europei sostenibilità sociale può significare in tre parole “equilibrio vita-lavoro”, ma per qualcun altro nel mondo, sostenibilità sociale significa “accesso ad acqua potabile”. Infatti ancora oggi, in una visione mondiale, non tutti hanno accesso a quelli che sono stati definiti i “Diritti dell’Essere Umano”. Quindi potremmo definire la
sostenibilità sociale come l’allinearsi a questi Diritti, prevalentemente nell’ambiente sociale in cui viviamo ma provando anche a sostenere dei progetti che possono avere una portata più ampia, la cui eco possa risuonare oltre i confini a cui siamo abituati a pensare.
Profitto | Profit
Questo concetto è molto semplice: per vivere servono soldi. Un’azienda senza profitti è destinata a morire, allo stesso modo una persona che non ha entrate è destinata a “non vivere”. Cos’è quindi il profitto sostenibile? È quello che permette alle aziende di rimanere in attività e alle persone di continuare a vivere. Ora, questo concetto così semplice diviene molto complesso perché intrappolato all’interno di dinamiche di un sistema planetario a cui il singolo e le aziende purtroppo difficilmente riescono a sottrarsi.
La definizione di sostenibilità è stata data nel 1987 tramite il Rapporto Brundtland redatto dalla Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo (WCED) delle Nazioni Unite e identifica come “sviluppo sostenibile” la capacità di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Se a questa definizione abbiniamo il concetto di “overshoot day”, ovvero il giorno in cui arriviamo a consumare le risorse naturali che la Terra riesce a generare in un anno, è impossibile non rendersi conto che questa definizione molto poetica è molto distante da quella che è la realtà. I dati attuali dimostrano che è come se vivessimo avendo a disposizione 1, 2, 5 Terre in più, per cui: come possiamo pensare di non compromettere il futuro delle nuove generazioni?
Consapevolezza
Di fatto, non cambieremo di punto in bianco le nostre abitudini ma possiamo farlo con piccole scelte, quel famoso step by step. La cultura della sostenibilità ci insegna che la strada da percorrere è anzitutto cercare di mitigare e contenere quelli che sono gli effetti della nostra negligenza, imparare a condividere le esperienze e le best practice e, soprattutto, adattarsi a quello che sta diventando un nuovo mondo, senza rimpianti ma con impegno e concretezza.
Siamo tutti figli dell’era del consumismo e infatti la grandissima sovrapproduzione è il cuore del problema della mancanza di sostenibilità. Attenzione però: sostenibilità non deve per forza venire associata alla parola essenzialità, perché tutti sogniamo di vivere in una condizione di benessere, ma è importante riconoscere quali scelte vanno a impattare su sistemi di grande peso a livello mondiale e quali progetti possono supportare le 3 P che sono la guida dalla sostenibilità vera.
Se siamo stanchi di sentire la parola sostenibilità, possiamo sostituirla con consapevolezza. Vivere e fare scelte consapevoli, educando la nostra bussola etica per muoverci in una direzione che permetta alle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.
Da qui l’importanza della comunicazione della sostenibilità in modo coerente da parte di aziende e divulgatori, per informare e dare la possibilità a ciascuno di scegliere con autentica consapevolezza.
Il nostro impegno a favore di una cultura sostenibile si fonda sulle 3 A che rappresentano alcuni dei valori della nostra agenzia di comunicazione:
Awareness | Consapevolezza
Actions | Azioni [concrete]
Assurance | Garanzia [di autenticità]
È un impegno che ci porta ad essere al fianco di qualsiasi organizzazione o singolo progetto che intraprenda un percorso di sostenibilità, dalla Carbon Foot Print alla redazione del Bilancio di Sostenibilità.
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Cover: dettaglio dell’illustrazione per la copertina della rivista La Revue Italia #1 – estate 2022