Pantone 2026: Cloud Dancer, il bianco che ha diviso il web

Testo: Irene Barison
Cover: Raffaello Bassotto
immagine di piedi di una statua, fotografia del progetto Object di Raffaello Bassotto per l'articolo dedicato al colore dell'anno 2026 scelto da Pantone

Il 4 dicembre scorso è stato ufficializzato il colore del 2026 secondo Pantone.

“In motion and in pause, Pantone Color of the Year 2026, PANTONE 11-4201 Cloud Dancer drifts between light and ethereal, a living calm that invites renewal, vision in serenity and creative release.”

“In movimento e in pausa, il colore Pantone dell’anno 2026, PANTONE 11-4201 Cloud Dancer, oscilla tra la luce e l’etereo, una calma vivente che invita al rinnovamento, alla visione in serenità e alla liberazione creativa.”

Cloud Dancer

PANTONE 11-4201 è il bianco, più precisamente una sfumatura di bianco chiamata Cloud Dancer e traducibile con “ballerino delle/tra le nuvole”. Perché ne vogliamo parlare? Perché, probabilmente, quest’anno la scelta del colore ha impattato anche con persone che non hanno un vero e proprio interesse tecnico-professionale a conoscere qual è il colore dell’anno. Molti di voi, forse, hanno scoperto per la prima volta l’esistenza di questa predizione annuale da parte di Pantone proprio quest’anno. Magari vi siete ritrovati di punto in bianco no pun intended nel mezzo di una tormenta mediatica, provocata da un “colore non colore”.

Il bianco è un colore? Aldilà della risposta specifica, il Bianco Cloud Dancer ha aperto una delle questioni più commentata di sempre – e da più persone che mai – sul conto di un colore.

Vi invitiamo a leggere lo scambio tra alcune voci di rilievo del New York Times cliccando qui.

Color of the Year

Ma partiamo dalle basi: il Pantone Color of the Year è per l’appunto un colore che viene scelto annualmente dal Pantone Color Institute in seguito a studi e analisi portati a termine da un team di esperti. Pantone, con il suo sistema di codifica standardizzato PMS, si propone come linguaggio universale: il colore scelto, oltre che fornire una sorta di direzione artistica in campo di design, moda, arte, dovrebbe anche rappresentare un “sentire globale” e rispecchiare l’andamento, le esigenze e le ispirazioni del mondo attuale.

E, proprio questo secondo compito che Pantone si è auto-assegnato, ha creato scompiglio. È molto interessante osservare la pagina Instagram e leggere i commenti al loro post: per esempio, un utente che ha commentato “Scelta coraggiosa quella di non disattivare i commenti al post”,.

Il volersi proporre per dare un colore all’anno, in questo momento storico così delicato da un lato e così veloce ed effimero dall’altro, si presuppone di per sé un compito arduo. Un colore può arrivare a creare più scompiglio di una crisi umanitaria? È la scelta del bianco, a far parlare, o il valore che esso rappresenta? In ogni caso, il risultato della ricerca del team di Pantone ha sicuramente prodotto il risultato di creare una discussione. D’altra parte, anche la “cattiva” pubblicità è comunque pubblicità, no?

Il dibattito social sul bianco

In un mondo in cui il marketing domina, viene spontaneo chiedersi – o almeno viene naturale a una ventitreenne cresciuta nell’era delle Kardashians – che non sia stata effettivamente una mossa di puro marketing, una sorta di PS stunt.

Pantone motiva così la scelta: voler rappresentare un nuovo inizio, una sorta di tela bianca.

“un bianco etereo che simboleggia un’influenza rasserenante in una società che sta riscoprendo il valore della quiete e della riflessione”

Personalmente, penso che osservare l’andamento del mondo crei sconforto, e, piuttosto che una tela, Pantone simboleggia una sorta di bandiera bianca, un chiedere pietà per il mondo che stiamo distruggendo, una richiesta di pace collettiva che porti ad un nuovo inizio globale, un mondo in cui ci sia più gentilezza. Questa è stata la presentazione del colore al pubblicato da parte di Pantone sui social officiali, potete vederla qui

Bianco Cloud Dancer

Da un altro punto di vista, il bianco può essere visto come una inversione di rotta rispetto alla hustle-culture, ovvero la mentalità del lavorare a più non posso. La scelta dovrebbe riflettere l’abbandono di questa tendenza per un approccio vita-lavoro più sano e sereno, come è stato ampiamente discusso e riflesso dalla quantità di smart-working e dalle dichiarazioni dei lavoratori più giovani di preferire tale equilibrio al salario – a tal proposito ci sono vari report online.

Oggi siamo bombardati da rumore costante, tra notifiche, traffico, la vita che succede a tutti… il colore bianco trasmette pace, calma, silenzio, ci consente di staccare la spina, respirare, sentirci zen, se possiamo dire così. Questo però riporta al commento iniziale, questo rumore costante rischia di renderci più apatici, distaccati, di far passare inosservate cose importanti e per contro mettere in luce tematiche meno rilevanti, come in un certo senso può essere la scelta del colore in un mondo che cade a pezzi.

Pantone: influencer di design o anche di pensiero?

Il dibattito aperto da Cloud Dancer è decisamente ampio – mica male per un colore-non-colore, eh?

Va fatta una prima riflessione su chi è l’audience di Pantone, a chi sta parlando e chi sta cercando di influenzare/guidare stilisticamente.

Pantone parla a design, moda, architettura, cinema, viene interrogato in contesti in cui si muovono persone, o meglio una nicchia di persone, che a loro volta devono gestire sia l’indicazione sia la risposta del pubblico, e come è possibile notare – oggi più che mai – il pubblico è diviso, come l’opinione/coscienza sociale.

Possiamo dire che fino al Pantone 2025 Mocha Mousse, l’influenza della scelta si è limitata al vasto modo di cui abbiamo appena detto: moda, design e arte. Per la prima volta Pantone osa qualcosa di più e invita ad andare oltre, chiede un nuovo inizio e comincia dal bianco. Se ci pensate, è del tutto coerente!

Possiamo allora chiederci: a quale pubblico si sta rivolgendo Pantone? A chi sta mandando un messaggio? Forse a un pubblico molto più vasto, che negli ultimi anni si sta facendo sentire anche attraverso i social media? Non c’è una risposta ma notiamo che Pantone ha dato dimostrazione di saper leggere correttamente la realtà e il dibattito mediatico che ha provocato mostra come il pubblico sia diviso in una visione di coscienza globale e sociale.

Marketing?

Nella chiusa dell’articolo torniamo a una questione iniziale: dal punto di vista del marketing, Pantone ha vinto. In mezzo a opinioni contrastanti, Pantone ha fatto parlare di sé. Questo istituto ha aperto un dibattito e, in un certo senso, ha dimostrato effettivamente quanto potente può essere un colore. Un colore “che non sa di nulla” – come qualcuno ha definito – ha ottenuto, con un solo post su Instagram, oltre 240.000 like e ben 14.600 commenti in 14 giorni!

Tutto è marketing e, come diceva Oliviero Toscani, tutto è politica. Tutto impatta con tutti. A livelli differenti, nessuno è escluso dalle strategie di marketing e dalle politiche aziendali. Quindi, i

quello di Pantone per il 2026 è un vero e proprio augurio, che condivido e condividiamo. Siamo alla fine dell’anno, tutti scrivono i buoni propositi, allora speriamo che il 2026 sia una tela bianca che aiuti ad affrontare la vita con leggerezza e gentilezza. Una tela, sì, ma anche un mantello da indossare per farci sentire più umani, più puri nelle emozioni e nelle intenzioni. Calmi e consapevoli di essere parte di una coscienza collettiva che ha bisogno di venire salvata, con la luce bianca del Cloud Dancer.

Citazioni

Laurie Pressman, Vice Presidente, e Leatrice Eiseman, Executive Director, di Pantone Color Institute hanno lasciato queste parole nel sito di PANTONE®

Simile a una tela bianca, Cloud Dancer esprime il nostro desiderio di un nuovo inizio. Rimuovendo gli strati di un pensiero obsoleto, apriamo le porte a nuovi approcci. Una tonalità di bianco ariosa, PANTONE 11-4201 Cloud Dancer apre uno spazio alla creatività, permettendo alla nostra immaginazione di spaziare affinché nuove intuizioni e idee audaci possano emergere e prendere forma.

Laurie Pressman

In questo momento di trasformazione, in cui reimmaginiamo il nostro futuro e il nostro posto nel mondo, PANTONE 11-4201 Cloud Dancer è una discreta tonalità di bianco che offre una promessa di chiarezza. La cacofonia che ci circonda è diventata opprimente e rende più difficile ascoltare la nostra voce interiore. Dichiarazione consapevole di semplificazione, Cloud Dancer migliora la nostra concentrazione, liberandoci dalla distrazione delle influenze esterne.

Leatrice Eiseman

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Cover: fotografia © Raffaello Bassotto, catalogo VANITAS & CURIOSITY, 2022